Chissà

Chissà come sarebbe andata se.
E uno immagina sempre che sarebbe stato meglio di.
Ma poi magari invece no.
Perché spesso la realtà ci sorprende.
In peggio.
Non essere triste per le strade che non hai percorso mentre ne percorrevi altre.
Se le avessi percorse ti saresti accorto che ti facevano schifo pure quelle.
E le avresti percorse chiedendoti chissà come sarebbe andata se.

17:08

Una volta le giornate che iniziavano ad allungarsi mi mettevano di buon umore, ora mi mettono malinconia.
Contassero il come e il dove uno potrebbe cambiarli o eventualmente fuggire, ma conta cosa c’è dentro.
La fuga è impossibile e il cambiamento è difficile, però bisogna accettare quello che arriva, non per filosofia ma per forza.
Bisogna trovare il lato positivo delle cose, che detta così mi fa incazzare perché sembra la sindrome di Pollyanna.
Allora si deve cercare il modo di sfruttare a nostro favore tutto ciò che arriva, perché sarebbe stupido non farlo, ed ecco, detta così mi piace di più.
Ho combattuto nell’ombra, schivando proiettili e uccidendo nemici.
Però non mi ha visto nessuno e, nonostante abbia partecipato alla guerra, ora mi trattano da disertore.

Devo.

Questa notte mi hai tenuto compagnia, più di quanta ne volessi.
I rimpianti sono sempre stati più dei rimorsi, ma il dito va sul grilletto soltanto se hai già deciso di sparare.
E’ che a volte fa freddo e non c’è nulla a cui tenersi, oppure c’è ma è un’illusione, perché è roba che sta precipitando insieme a te.
Non sai cosa ti aspetta, quindi, nel dubbio, allenati.
Allena mente e corpo, così potrai raggiungere posti ora inaccessibili dove accadono cose belle.
Azzera le tue dipendenze.
Prendi ciò che arriva e trova il modo di sfruttarlo a tuo favore.
Trova il modo di sentirti a casa ovunque tu sia, perché la differenza è dentro.
Quando lo capisci è peggio perché non puoi più nemmeno contare sull’effetto placebo.
La consapevolezza è difficile da gestire, ma dicono sia uno dei prezzi da pagare per diventare grandi.
Ero pronto a chiudere l’anno, forse non lo ero a chiudere il decennio.

mh.

Se da fuori mi guardo dentro non sempre mi piaccio perché, se gli occhi sono lo specchio dell’anima, la mia anima è opaca.
Abbiamo tutti dentro qualcosa che non va: c’è chi li chiama buchi ma no, non sono vuoti, sono pieni.
Pieni di cose sbagliate a cui siamo cresciuti intorno e non possiamo più togliere.
Possiamo accettarle, imparare a gestirle, filtrarle, magari nasconderle, ma no, non possiamo toglierle.
Crescendo i figli cerchiamo, a fatica, di non mettere dentro di loro le stesse cose sbagliate che sono state messe dentro di noi e finiamo col metterne altre, diverse ma altrettanto sbagliate.
Il DNA non è acqua e fa paura rivedersi in tante cose uguali a parenti che a volte poco si tollerano.
la vita è un percorso, un viaggio, e il viaggio è per definizione il contrario della comfort zone.
Io amo troppo la comfort zone per potermi godere i viaggi e la vita, e infatti a volte temo di non saper vivere.
Il tempo mi sfugge e ho sempre paura di non stare facendo abbastanza e/o abbastanza bene.
Riesco a viaggiare indietro nel tempo a volte con le canzoni, ma soprattutto grazie all’olfatto.
Certi odori che arrivano e improvvisamente mi mandano nel passato per un solo ma intensissimo attimo.
A volte penso che la vita mi pesi perché ho fatto scelte sbagliate, ma forse pesa proprio perché ho fatto le scelte giuste, e forse il vero guaio sarebbe se fosse troppo leggera.
Altre volte la vita mi sembra solo e soltanto una lunga sequenza di rotture di coglioni, però combatto con solamente e tutte le mie forze.
Faccio girare questo volano che prima o poi dovrebbe iniziare lui a far girare me, ma per ora non se ne parla.
Per dirla con una semi citazione tra Patty Pravo e Piotta: “La spingo io la vita che non ce la fa a spingere me”

This is the life

Arriva un momento della vita in cui ti accorgi che crescere non è un’opzione, ma è l’unica scelta che hai.
Puoi puntare i piedi per non proseguire, ma è poco dignitoso e soprattutto inutile, la corrente ti spingerà avanti lo stesso e ad un certo punto sarai il primo della fila.
Da lì non si scappa, potrà venirti il sospetto di trovarti in quella posizione soltanto perché tutti gli altri hanno fatto un passo indietro, ma non è così.
Non possiamo scegliere se e non possiamo scegliere quando, però possiamo scegliere come.
Dignirà, coraggio, fiducia.
What else?

Pino

Anch’io vorrei avere 16 anni, non lo nego, ma non li ho.
E comportandomi da adolescente non otterrò i miei 16 anni, sembrerò soltanto un quarantenne coglione.
Su certi aspetti non possiamo adattare la realtà a noi stessi, dobbiamo adattare noi stessi alla realtà.
Il vero eroismo è affrontare la quotidianità.
Non morire per un ideale, ma vivere per esso, come direbbe il giovane Holden.
E’ ovvio che non siamo fatti per stare qui, se no sarebbe tutto più facile.
C’è qualche dimensione che ci sfugge.
Se ci fossero delle istruzioni credibili da seguire sarebbe tutto più facile.
Tu mi dici quello che devo fare e io lo faccio.

Verso l'infinito e oltre

Spesso quando qualcosa non va incolpiamo mentalmente la persona che più ci è vicina, ed è giusto che sia così, perché è vero che è colpa sua.
Soltanto che dimentichiamo sempre che la persona che più ci è vicina siamo noi stessi.
Tu hai trovato ciò che amavi e hai lasciato ti uccidesse, e chissà, forse andare via prima dell’inverno non è stata una cattiva idea.
Buon viaggio.