Lettera

Non dirmi che ci hai pensato bene perché se ci pensi bene mica lo fai.
Siamo onesti. Se ci pensi bene e poi lo fai lo stesso sei un coglione, soprattutto dopo tutti i racconti che hai sentito da chi c’è dentro fino al collo.
E ora non chiederti se sei pronto, non serve a niente e soprattutto mai nessuno lo è.
La tua vita non sarà mai più la stessa.
Sarà un’esperienza sconvolgente, ancora non immagini quanto.
E probabilmente lo “sconvolgente” che intendo io non è lo stesso che intendi tu.
Però tranquillo, da adesso in avanti è tutto in discesa.
Molto in discesa, praticamente un dirupo.
Una caduta libera, un’assenza di peso di tutto ciò che prima ne aveva.
Una traiettoria parabolica, una cometa del vomito sotto tutti gli aspetti.
La più grossa responsabilità di cui un essere umano si possa fare carico.
L’investimento più a fondo perduto che esista.
Una fatica immane.
La fine della vita vissuta per te e l’inizio della vita vissuta per qualcun’altro.
Tutto questo solamente a patto che il lavoro sia ben fatto.

Eppure.
Eppure niente.
L’eppure non te lo dico.
Quello forse lo scoprirai da solo.

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Note di viaggio

Sono stato tre giorni in un posto da fricchettoni.
Ho conosciuto:

  • Una famiglia danese che vive in una comune (badate bene, non UN comune, UNA comune) vicino a Copenaghen.
    Vivono vendendo i prodotti agricoli coltivati all’interno e crescono i loro figli tutti insieme.
    Non potrei mai farlo, ma è utile ricordarsi che al mondo c’è gente molto diversa da noi.
  • Una coppia di gay sessantenni di cui uno mi ha detto: “Anche se a vedermi non si direbbe ero sposato, ho tre figli e sto per diventare nonno”.
    Eh no, non si direbbe, ma era per ricordarmi che la vita a volte prende strade bizzarre.
  • La coppia più nerd che io abbia mai conosciuto in vita mia.
    Non vedo veramente il motivo per cui qualcuno dovrebbe consacrare la vita a fumetti, action figures, lego e altre cose che ritengo dovrebbero essere da bambini.
    Ma era una delle coppie più belle che abbia visto negli ultimi anni e questo può bastare.

Ecco.
Questo penso sia il vero senso del “viaggio”.
Conoscere gente nuova e diversa.
Capire qualcosa in più.
Tornare con una visione del mondo un po’ più ampia.

Il Saggio

Lista delle cose da fare:

  • Essere felice per le piccole grandi cose che non si possono possedere .
  • Non pretendere di capire cose che sono troppo più grandi di me.
  • Essere gentile.
  • Crescere un po’.

Qui è come stare nella Biblioteca di Babele e forse noi siamo l’unico Libro della Verità.
Se la strada è difficile è quella giusta, ed io a rendermela difficile sono molto bravo.
A volte ci aspettiamo qualcosa che non arriva, arriva di meglio e nemmeno lo vediamo.
Altre volte ci convinciamo che ciò che arriva sia quello che stavamo aspettando, e invece no.

“La vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere”
(S. Cristicchi)

Pascal

Pascal la sapeva lunga.
“Divertirsi” deriva da divertere, deviare, allontanarsi.
Ma allontanarsi da cosa?
Dall’infelicità generata dalla nostra nullità e dal pensiero della morte.
Il non divertirsi non causa infelicità, però permette di vederla.
E solo riconoscendo la nostra misera condizione possiamo elevarci un pochino.

E se…

Facciamo del bene per sentirci migliori e poi abbiamo anche il coraggio di chiamarlo altruismo.
Bisogna imparare a lasciar correre e accettare quello che arriva.
E’ dura per uno con la mania del controllo, ma prima lo capirò (davvero) e prima la mia vita migliorerà.
A volte mi sembra addirittura improbabile che io sia vivo, però non è un sogno, una leggenda, una diceria.
La cicatrice vecchia quanto me è vera e sta lì a ricordarmelo.
C’è da qualche parte un universo in cui tutto questo non è mai successo eppure tutto è andato avanti lo stesso.
Quando dicono che il tempo aggiusta le cose è vero.
Tra cent’anni a nessuno importerà più niente di tutto questo.