M.

“Lo spostamento di un singolo elettrone per un miliardesimo di centimetro, a un momento dato, potrebbe significare la differenza tra due avvenimenti molto diversi, come l’uccisione di un uomo un anno dopo, a causa di una valanga, o la sua salvezza” (Alan Turing)


Possiamo chiamarlo effetto farfalla.


“Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?” (Edward Lorenz)


Possiamo anche chiamarla teoria del caos: il fumo di due fiammiferi identici, accesi allo stesso modo dalla stessa persona e nella stessa stanza, non produrrà mai lo stesso disegno. Perché la forma nella nuvola di fumo è influenzata da così tanti fattori che mai e poi mai saranno due volte uguali e mai e poi mai saranno prevedibili.
Quindi, chiamiamola come vogliamo, ma la faccenda del futuro che si forma (e di tutti gli altri che -forse- vanno persi per sempre) ogni volta che facciamo qualcosa, è forse la cosa che più mi affascina e mi spaventa allo stesso tempo.
Quando avevo 18 anni c’era una ragazza che mi piaceva, ma non gliel’ho mai detto.
(Ci sono stato vicinissimo ma non l’ho fatto, perché sono un coglione, ma questa è un’altra storia)
Non molti anni fa scopro che anch’io le piacevo. Va beh. Andata.
E’ però indubbio che se ce lo fossimo detti le nostre vite sentimentali da quel momento sarebbero state diverse da come invece poi sono andate. E non solo le nostre, ma anche tutte quelle delle persone con cui siamo stati nei periodi successivi. E così via.
Posso stimare che decine di bambini siano nati (al posto di altri) in seguito a quel “non dirsi”, e che in qualche centinaio d’anni le persone al mondo nate da quei bambini saranno centinaia.
Se qualcuno di questi diventerà uno scienziato pazzo e distruggerà il mondo, alla fine sarà stata anche colpa del mio silenzio quella sera.
Colpa di un ragazzo e una ragazza stupidi che in una sera del millennio scorso non hanno avuto il coraggio di dirsi che si piacevano.
E tutto questo è stato come con l’alcol.
Che bevi e non te ne accorgi.
Ma poi ti alzi per andare a pisciare e ti arriva tutto insieme, con le gambe molli e la testa che gira.

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